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Sebastiano Sanleolini
Fu letterato, poeta e giureconsulto e viene ricordato, oltre che per le sue opere, anche per essere stato il genero di Goro Stendardi. Questi, conosciuto sotto il nome di Goro da Montebenichi, fu capitano di fanti, militò sotto Giovanni de´ Medici detto Giovanni dalle Bande Nere, poi al servizio della repubblica fiorentina a Cortona, quindi sotto Francesco Ferrucci fino alla rotta di Gavinana. Caduta la Repubblica, passò al servizio dei Medici e vi rimase fino alla morte avvenuta in tarda età.




Cosimo I de´ Medici, Duca di Firenze
e Granduca di Toscana (1519-1574)

Dipinto di Agnolo di Cosimo Tori
detto il Bronzino (1502-1572)

Giovanni di Giovanni de´ Medici
detto Giovanni dalle Bande Nere (1498-1526)

Dipinto di Gian Paolo Pace
(documentato dal 1528 al 1560)


Il Sanleolini scrisse molti lavori, che purtroppo non furono pubblicati e qualcuno andò perduto. Ma di lui rimangono per fortuna molte poesie in lingua latina, "Carmina Sebastiani Sanleolini" raccolte in una edizione del Giunti del 1572. Le poesie contengono esortazioni rivolte ai più autorevoli principi europei perché combattano il flagello turco, ai pontefici Gregorio XIII e Pio V ed a Marcantonio Colonna.
Nel 1578 esce una nuova e più completa edizione con le azioni di Cosimo de´ Medici: "Serenissimi Cosmi Medicis primi Hetruriae magni ducis actiones Sebastiano Sanleolino florentino auctore. Cum privilegio, Florentiae typis Georgii Marescoti, 1578.
Questa edizione comprende anche la poesia sulla Fonte Lattaia "De Fonte Lactario. Fons Loquitur".




Nell´ambito della documentazione del Museo della Pieve di San Leolino esiste
una copia dell´edizione del 1578, con dedica autografa del Sanleolini ad un amico


Nel 1579 scrive "Rime et versi nella morte del Reverendissimo Monsignor Alessandro Piccolomini Arcivescovo di Patrasso et eletto di Siena, 1579".
Due epigrammi del Sanleolini sono contenuti nel frontespizio delle "Istorie Camaldolesi" scritte in lingua latina da Agostino Fiorentino Monaco. Un epigramma è in lode dello stesso autore con il titolo "Appenninigena Camaldolis, ad Auctorem". L´altro epigramma è in lode di Cosimo de´ Medici, Padre della Patria e di Ambrogio, abate camaldolese, fondatore della micropaleontologia, scienziato, membro dell´Accademia dei Fisiocratici di Siena.
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