 |
|
 |
|
|
 |
La Tinaia della Pieve di San Leolino fa oggi parte del percorso turistico che comprende anche la Chiesa, il Museo d´Arte Sacra,
la Biblioteca, l´Archivio Parrocchiale e l´Orciaia.
|
|
Nei due locali che la accolgono e che furono in attività fino a circa trent´anni fa, custodisce intatti tutti gli strumenti per la lavorazione dell´uva
e la produzione e la conservazione del vino: tini, torchio, ammostatoi, botti di varie misure e forme, bigonci, caratelli e damigiane.
Sulla parete di fondo della vinaia, nel locale delle botti, una scritta sul muro ricorda che "il vino vuole pulizia, ordine, lavoro, ..........".
Intorno alla tinaia ruotavano i mestieri collegati alla viticoltura, bottai, bigonciari, barlettari, fabbri, funari, cestari, ecc.
|
|
Vicino al grande tino si trova un vecchio orcio in pesante terracotta, destinato alla preparazione del pecorino al sapore di noce.
Le forme di pecorino, ordinate su apposite assi, erano sottoposte in loco ad una breve stagionatura, quindi unte con l´olio di oliva extravergine
di San Leolino e ricoperte compattamente con la cenere del camino. Erano poi riposte nell´orcio, orizzontalmente, frammezzate da foglie di noce
e lasciate riposare per qualche mese. L´orcio veniva chiuso con un coperchio di legno.
|
|
 |
|
|
|
 |
|
 |
|